UE, superstruttura finanziaria

LA UE è una superstruttura finanziaria, monetaria, e normativa, finalizzata ad imporre in modo vincolante ed autocratico, a tutti gli stati che la compongono, un ordinamento sociale rigorosamente liberista e totalmente funzionale ai processi di globalizzazione finanziaria, attraverso la soppressione della loro sovranita’ costituzionale.

Lo strumento principale di garanzia e di tenuta di questo processo di omologazione sociale è l’EURO, come moneta comune agli stati trainanti dell’unione, e la BCE, come istituzione bancaria e monetaria sovranazionale di guida, di controllo, e di gestione finanziaria dell’intero sistema, fondato sulla imposizione di rigidissimi limiti alla spesa pubblica, posti a tutela della sua stabilità e del suo valore, ed a garanzia assoluta della sola concorrenzialità del sistema economico, a prescindere totalmente dalla qualità delle sue scelte sociali .

in particolare un sistema monetario e normativo di questo tipo porta alla lunga ALLA FINE DELLA NOSTRA DEMOCRAZIA ,ALLA DISTRUZIONE DEL NOSTRO TESSUTO ECONOMICO , ED AL COLLASSO DELLA NOSTRA SOCIETA’ CIVILE ,.

Noi al Contrario vogliamo lavorare per LA RICOSTRUZIONE INTEGRALE DEL NOSTRO ASSETTO COSTITUZIONALE ,a partire dalla affermazione di una nuova CENTRALITA’ DEL LAVORO IN TUTTI I PROCESSI DECISIONALI DEL PAESE E NEI RAPPORTI SOCIALI ED ECONOMICI, e dalla ricostruzione di tutto il nostro sistema di garanzie sociali smantellato da anni di tagli di spesa e scelte normative compressive dei diritti sociali imposte da Bruxelles .

La situazione determinata da questo sistema normativo e monetario diviene oggi ancora piu’ insostenibile , di fronte alla crisi recessiva gravissima che stiamo attraversando in conseguenza della gravissima emergenza sanitaria , perche’ la impossibilita’ di ricorrere allo strumento della spesa pubblica, come risorsa indispensabile e fondamentale per sostenere la tenuta e la ripresa del nostro sistema economico rischia di gettarci in una spirale distruttiva pericolosissima .

Abbiamo la necessita’ di organizzare un piano di uscita e di emergenza per evitare che il paese , privo di sovranita’ monetaria e di possibilita’ di spesa pubblica , costretto dal sistema UE a ricorrere alle onerose concessioni finanziarie di Bruxelles per reperire i mezzi finanziari necessari ad uscire dalla recessione ed a ricostruire il nostro tessuto produttivo ,sia posto in una situazione ricattatoria.che imporrebbe allo Stato una politica forzata di restituzioni e sacrifici a danno delle classe popolari e del mondo del lavoro , di svendita dei suoi asset strategici , e la distruzione del risparmio delle famiglie .

Abbiamo bisogno di un piano articolato, da attuare nel momento la UE – governato dalla Germania – dovesse respingere ogni proposta di diretta assunzione a proprio carico da parte della BCE delle politiche di spesa necessarie , per consentire al Paese di riacquistare immediatamente la propria autonomia finanziaria e monetaria , e far fronte alla radice ad ogni altra aggressione sugli spread che porterebbe in prima battuta tutto il nostro sistema bancario e finanziario a un default immediato.

Un piano di emergenza che consenta al sistema istituzionale del paese ,attraverso il recupero da parte dello Stato della sovranita’ monetaria ,di recuperare le sue funzioni di intervento pubblico in economia e le sue potesta’ Costituzionali nella definizione normativa ed amministrativa delle scelte di modello sociale , ed al governo di far fronte con mezzi autonomi, o autonomamente reperiti, e con adeguati interventi esecutivi , a ogni possibile crisi di liquidità che paralizzerebbe tutta l’attività amministrativa ed esecutiva dello Stato , portando al collasso tutto il nostro sistema paese..

L’Italia è tuttora fondata su un sistema manifatturiero molto esteso, completo in tutte le filiere , di forte spessore tecnologico e di alta qualità progettuale e commerciale, in possesso di una grande capacita’ di adattamento e di ristrutturazione di fonte al mutamento delle fasi economiche e delle caratteristiche dei mercati mondali , che costituisce un fattore essenziale della nostra tenuta economica e delle nostre possibilita’ di superare la crisi , se sostenuto ed incentivato da politiche industriali pubbliche , sostenute da un adeguata copertura finanziaria , e dalla riaffermazione di un ruolo direzionale pubblico sul terreno delle scelte di indirizzo e di sostegno .

Il nostro sistema finanziario, fondato sia sul risparmio privato più ampio tra tutte le economie sviluppate che sulle nostre tecnostrutture bancarie e finanziarie, pubbliche e private , in possesso di fortissime competenze operative, e’ nelle condizioni di sostenere lo sviluppo del paese , una volta che lo stato si sia liberato dai vincoli di spesa a cui e’ sottoposto dal sistema UE , ed abbia recuperato la propria sovranita’ monetaria , tornando nelle condizioni di poter attuare serie politiche di espansione della domanda interna e di immissione di quella liquidità necessaria al circuito produttivo , ed alle politiche di riqualificazione infrastrutturale e tecnologico del nostro sistema paese, che l’europa non e’ nelle condizioni di erogare in misura a noi adeguata .

IL GOVERNO DEVE QUINDI IMMEDIATAMENTE ADOTTARE QUESTE SOLUZIONE :

L’immediata introduzione ed adozione sul mercato, interno ed internazionale , di una nostra nuova ed indipendente circolazione monetaria , anche eventualmente attraverso l’adozione nel mercato interno di una divisa parallela all’euro , rigorosamente garantita nel suo valore , nella sua liquidita’ e nella sua solvibilita’ , dallo stato , finalizzata a sostenere domanda interna e livello dei consumi , ad evitare crisi di liquidita’ , ed a preparare i mercati globali alla introduzione della nuova moneta definitiva . moneta

L’immediato ingresso con partecipazioni pubbliche di controllo o condizionamento in tutte le imprese strategiche per il paese, industriali , energetiche , strategiche , finanziarie , bancarie , e logistiche , e nei servizi essenziali .

La ripubblicizzazione immediata di tutte le infrastrutture portanti .

L’adozione di tutti gli strumenti operativi e normativi necessari a impedire flussi speculativi contro il nostro sistema azionario ed obbligazionario, anche con riferimento alla ordinaria attivita’ borsistica , ed alle normtive che ne regolano l’operativita’ .

L’emissione di nuovi titoli di debito pubblico internazionalmente contrattati e riservati ai Paesi legati all’Italia da continuative relazioni di scambio commerciale.

L’adozione di misure e sistemi di tutela del valore effettivo del risparmio , delle pensioni , e della nostra nuova autonoma moneta , a cominciare dalla definizione di un sistema di forte incentivazione della funzionalizzazione del risparmio privato all’investimento per la incentivazione ed il sostegno dell’economia del paese , e dei suoi investimenti strutturali .

La immediata abolizione del Divieto alla Banca d’Italia di riacquistare i Bond invenduti in prima emissione .

In questo quadro La Ripubblicizzazione della Banca d’Italia e la riappropriazione da parte dello Stato delle riserve auree , tuttora nella disponibilita’ giuridica di Bankitalia , anche se in parte non depositate in Italia ,come mezzo di riserva protezione e garanzia dei margini di autonoma disponibilita’ finanziaria pubblica ; La trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in una vera e propria banca d’investimenti pubblici , e La parallela creazione di un Istituto Pubblico di natura economica , e con capacita’ e poteri di programmazione degli indirizzi dello sviluppo ,a cui affidare il compito di un rientro dello Stato , in forma di ricostruzione di partecipazioni proprietarie con ruoli condizionanti , nelle principali filiere produttive del nostro sistema industriale , e nel nostro sistema bancario primario , costituiscono i tre strumenti essenziali e per la ricostruzione di un ruolo pubblico centrale nella definizione e controllo delle politiche industriali del paese .

L’obiettivo di queste misure strutturali e’ quello di realizzare, in violazione della sua asserita irriformabilita’ ,un ben diverso rapporto tra l’autonomo Esercizio della nostra Sovranita’ Costituzionale , e l’insieme dell’impianto Normativo , Tecnico e Finanziario , che caratterizza il sistema Euro/Maastricht /BCE , che ha finora imposto obbligatoriamente al paese un modello liberista rigoroso , una compressione totale della spesa pubblica garantito dalla perdita’ della sovranita’ monetaria del paese , l’adozione necessitata’ di politiche di austerita’ e di tagli di tutto il sistema di garanzie e protezioni pubbliche , il divieto allo Stato di di qualsiasi politica di indirizzo produttivo e di governo del sistema industriale e bancario e finanziario .

Questo nuovo assetto dell’ impianto economico bancario e Industriale del nostro sistema paese andrebbe poi a trovare il punto risolutivo nella trasformazione della BCE in un istituto centrale di emissione e creazione monetaria che assumerebbe direttamente su di se tutti i processi di indebitamento dei singoli stati , andando ad assolvere alle naturali funzioni di prestatore di ultima con la eliminanazione del sistema dei tassi differenziati generati dai differenziali sugli spread delle emissioni obbligazionarie degli stati , e del sistema dei parametri come vincolo ad un indebitamento degli stati .

Questa trasformazione dell’impianto finanziario e Monetario della UE . porterebbe di fatto al rovesciamento radicale delle priorita’ definite dall’attuale art 3 di Maastricht, trasformando le politiche di piena occupazione nella finalita’ principale della Unione , rispetto alle politiche di controllo dell’inflazione , e implicherebbe in linea generale il rispetto assoluto degli standard di garanzie sociali e civili , previsti da tutte le costituzioni democratiche degli stati partecipanti, ben oltre ogni disposizione normativa , istitutiva , gestionale o amministrativa emanata da qualsiasi organismo della UE .

la UE , in tal modo vedrebbe rovesciata la sua natura di superstruttura finanziaria , monetaria , e normativa , finalizzata ad imporre a tutti gli stati un ordinamento sociale rigorosamente liberista di natura autocratica, distruggendo le rispettive Costituzioni , ed a rendere la moneta’ unica, non un fattore di sviluppo e di crescita dei popoli europei , ma esclusivamente un fattore strutturale di stabilita’ economica e geopolitica del sistema commerciale e finanziario globale , e di rafforzamento continuo della economia tedesca rispetto al resto degli stati europei .

Franco Bartolomei Portavoce RS

Un pensiero riguardo “UE, superstruttura finanziaria

  1. Se Conte domani cede al ricatto della Germania è la fine del’EU perchè l’Italia dovrà accettare misure di risanamento finanziario non ora ma l’anno venturo per eccessivo indebitamento. tali misure imporranno draconiani sacrifici alla prte debole della società alla rinuniz a diritti economici e sociali. Quindi ho si accetta il ricatto della germania o si esce dall’Europa tertium non datur. Credo che Conte ed il PD accetteranno i ricatti di bruxelles per fare cassa, ma questo ci costerà caro. Condivido l’analisi del nostro coordinatore e credo che fin da subito bisognerà inaugurare una campagna politica per l'”Italexit.” Ho creduto infatti fino all’ultimo che Conte mantenesse la parola data, ma purtroppo mi sono dovuto ricredere ed il Pd non è da meno a cominciare da Gentiloni, Zingaretti a finire con prodi sono tutti pronti ad accettare qualsiasi condizione che gli permetta di gestuire l’emergenza seza pensare al domani ma per fare politicamente cassa..

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