PERCHÉ È DIFFICILE PER PARTITI E MOVIMENTI CHE SI RICHIAMANO AL SOCIALISMO PENETRARE NEI GIOVANI DI OGGI.

PERCHÉ È DIFFICILE PER PARTITI E MOVIMENTI CHE SI RICHIAMANO AL SOCIALISMO PENETRARE NEI GIOVANI DI OGGI.

IL CONCETTO DI EGEMONIA CULTURALE

Negli anni tra il 1945 e il 1968-1980, ci sono state un paio di generazioni di giovani che ha creduto di poter cambiare non solo il paese ma anche il mondo, verso un mondo più giusto, un mondo socialista.

Generazioni dove la carica ideologica e anche idealista era molto forte, c’erano anche molti giovani militanti nelle organizzazioni di estrema destra, ma la maggioranza di loro militavano in tali organizzazioni perché erano irretiti da dirigenti neofascisti, che gli raccontavano di un fascismo, più sociale, anticapitalista e anti-sistema che nella realtà non è mai esistito, vero è che questi giovani, in maggioranza in buona fede, sono stati usati soltanto in chiave anticomunista.

Tale periodo di forte partecipazione politica dei giovani di allora coincideva non a caso con la presenza nei paesi occidentali, soprattutto in Francia e Italia (dove la Resistenza antifascista è stata molto forte e da cui sono nate Costituzioni fortemente progressiste dove si vede l’apporto dato da socialisti e comunisti), di una società essenzialmente socialdemocratica grazie alle politiche economiche e sociali applicate, anche per via della fortissima pressione esercitata dalla presenza di forti movimenti operai, dai governi gollisti in Francia e democristiani in Italia.

Società dove l’egemonia dei socialisti e comunisti non era nelle urne, ma era a livello sociale, a livello culturale, avevano l’ “egemonia culturale“, il concetto di cui parlò Gramsci decenni dietro.

Il momento spartiacque è da individuare nel biennio 1978-1980 in cui successero molti avvenimenti.

La morte di Aldo Moro, la fine delle Brigate Rosse, screditata da errori commessi (ma ci sarebbe da fare un articolo apposito sull’argomento), la repressione dei movimenti, la vittoria della Thatcher nel Regno Unito e l’inizio del neoliberismo, la vittoria del padronato alla FIAT nel 1980 ma soprattutto la diffusione delle droghe, in particolar modo eroina, che divenne una vera e propria piaga dei paesi occidentali, portò all’inizio del cosiddetto “riflusso“.

Il riflusso della società e dei giovani coincise con gli anni 80′ ed era basato su nuovi valori che conquistarono i giovani, come individualismo sfrenato, rampantismo, consumismo, moda, che non a caso sono stati i valori fondanti della sottocultura giovanile dei Paninari; nata a Milano in Piazza San Babila e poi diffusasi in tutto il paese.

La situazione a livello culturale degenerò ulteriormente con la poderosa ascesa, permessa anche dal Governo Craxi negli anni 80′, delle televisioni private di Berlusconi e dell’ascesa politica di quest’ultimo, coincidente con la fine della Prima Repubblica; e con l’ascesa negli anni novanta, soprattutto nel centro-Nord e nel mondo delle curve del centro-Nord, di gruppi di estrema destra, di naziskin, le cui spedizioni punitive contro gli immigrati e studenti appartenenti ai collettivi di sinistra divenne la moda.

Ma nonostante ciò socialisti e comunisti erano ancora presenti e facevano presa nel mondo giovanile; la nascita di vari movimenti di lotta studenteschi contro le riforme della scuola e dei tagli subiti, contro la globalizzazione, culminati nei fatti di Napoli e Genova del 2001 che, seppur non raggiungevano lo stesso coinvolgimento politico dei giovani come negli anni 70′, erano l’ espressione di tale Resistenza alla degenerazione culturale e sociale in atto.

Una Resistenza che proseguì fino alla metà del primo decennio del 2000 e culminò con il movimento no global e il movimento per la pace che prepararono il terreno all’ entrata al governo di Rifondazione Comunista, il partito che raggruppava la maggioranza dei giovani impegnati nei movimenti.

Ma la potenza delle televisioni private di Berlusconi attraverso programmi come “Uomini e Donne“, “Grande Fratello” ecc…ecc…, dove venivano veicolati i valori dell’apparenza, della moda, dell’individualismo sfrenato, unito al crollo di Rifondazione, resasi complice del voto alle peggiori politiche anti-popolari del centrosinistra, hanno portato alla fine dell’ aggregazione giovanile in movimenti e partiti che si richiamavano al socialismo/comunismo, dando inizio al secondo, questa volta ben più devastante del primo, grande riflusso giovanile verso la vita privata.

A distanza di trent’anni dalla controffensiva del Capitale, i liberali non solo hanno distrutto lo stato sociale e i diritti dei lavoratori ma hanno conquistato soprattutto l’egemonia culturale che serve a legittimare il sistema liberista politico-economico in vigore

La maggioranza dei ragazzi della mia generazione (sono classe 1994), anche laureati, ragazzi che nel loro campo di interessi sono molto preparati, non mostrano un minimo interesse della politica, ma sono totalmente pervasi da cultura edonista del divertimento dello “sballo” che porta anche a un consumo di droghe, come cocaina, cominciata a diffondersi negli anni 90′, più le nuove droghe sintetiche.

I giovani di oggi che si interessano di politica, sempre meno e con insignificante influenza, fanno politica nei gruppi della sinistra radicale, pensare al PC di Rizzo o alla FGC, Potere al Popolo e nei vari centri sociali,  e nei vari gruppi della destra radicale,   Casapound, Forza Nuova e altri piccoli gruppi, le organizzazioni della destra radicale fanno presa non solo attraverso la moda (Casapound ha una linea di abbigliamento che segue le tendenze di moda giovanili) ma anche attraverso un altro potente veicolo, quale il mondo delle curve.

Il Mondo delle curve, salvo qualche piazza (Verona, Lazio e Inter) una volta era egemonizzato dai socialisti e comunisti e rispecchiavano profondamente la società degli anni 70′, tale che molti cori ultrà erano ripresi dai cori di piazza della sinistra extraparlamentare, così come i nomi dei gruppi richiamavano a unità di lotta armata di sinistra o palestinesi (Fedayn ad esempio).

Dagli anni 90′ è invece (e lo dico a malincuore perché è un mondo che a me personalmente affascina), egemonizzato da gruppi di estrema destra che hanno saputo e sanno sfruttare molto bene il concetto di identità, un concetto fa presa su una parte dei giovani di oggi.

Per fare un esempio di ciò molti giovani tifosi della Lazio, o della Roma o dell’Inter rimangono affascinati e abbracciano l’ ideologia neofascista perché la vedono come parte integrante dell’ identità della propria squadra del cuore.

Un fenomeno quello dell’estrema destra diffuso essenzialmente nel centro-Nord, perché tra i ragazzi del Sud non è, fortunatamente, diffuso, anzi ci sono realtà, tipo Napoli, Palermo, Catania e Cosenza, dove i giovani che fanno politica lo fanno essenzialmente nella sinistra radicale.

Ma a fare presa su diversi ragazzi del Sud è purtroppo il mondo della criminalità organizzata.

Una parte dei giovani meridionali cresciuti in famiglie che vivono un profondo disagio economico-sociale, vedono infatti nella criminalità organizzata non solo un mondo che gli permette di poter fare la scalata sociale e avere una vita borghese, ma quello che gli consente di comprare i vestiti alla moda, le scarpe da 300 euro, mantenersi il divertimento e il consumo di cocaina e droghe sintetiche.
E ciò porta che ci sono anche dei ragazzi che, nonostante la mattina lavorino, la sera, per poter svoltare e permettersi il “divertimento” , tentano di voler fare una rapina, con episodi che spesso finiscono in tragedia

Il mondo della criminalità organizzata però non affascina solo i figli delle classi popolari meridionali, ma anche su molti figli della borghesia, perché quest’ultimi, nonostante non abbiano bisogno di affermazione economica, desiderano affermarsi e farsi valere anche in mezzo alla strada, anche se poi molti di loro fanno la fine di Valerio di Gomorra (un figlio della “Napoli Bene” di Posillipo che si avvicinò ed entrò a far parte del Clan di Forcella, guidato da Enzo “Sangue Blu“, diventandone il braccio destro e “fratello” rimasto ucciso per mano di traditori interni legati a un clan rivale), perché non hanno l’istinto di sopravvivenza.

È per tutto ciò che ad oggi è estremamente difficile per noi socialisti muoversi all’interno del mondo giovanile, i giovani di oggi sono semplicemente il prodotto di trent’anni di distruzione della cultura vera e propria, e di cultura liberale, fondata appunto su edonismo, rampantismo, moda, individualismo sfrenato, consumo di droghe come “divertimento“.

Ed è in questo contesto che noi ci dobbiamo muovere, e, con molta pazienza, creare da zero una vera e propria “controcultura” e nuovi “miti” contro tale cultura liberale ed edonista egemone.

Andre’ Deco Siciliani

Responsabile Movimento Giovanile

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