Sulle gambe degli uomini : intervista ad Andrè Siciliani, segretario giovanile RS

Le idee sono importanti ma una persona saggia diceva che esse camminano sulle gambe degli uomini. Per cui su questo blog si avvia una piccola serie di interviste a membri chiave di Risorgimento Socialista. Dato che i socialisti amano guardare troppo al loro passato, noi cominceremo dal futuro: l’intervista al segretario di RS giovani: Andrè Siciliani.

1) Innanzitutto le classiche domande di rito:
quanti anni hai? dove sei cresciuto e vivi? Che studi hai fatto ? stai lavorando o sei in cerca?
quali sono le tue passioni oltre la politica (se ne hai). Rispondi a quelle che ti vanno.

Sono André Siciliani, ho 26 anni, sono nato e cresciuto a Roma ma ho vissuto a Napoli, ai Quartieri Spagnoli, e ne sono innamorato della città.
Sono diplomato al liceo di scienze sociali, attualmente sono disoccupato in cerca di lavoro e si sta preparando per la Preselettiva al Concorso come istruttore amministrativo (impiegato).

Oltre alla passione politica, ho una forte passione per la storia, soprattutto contemporanea, legata ai paesi socialisti dell’Est, paesi occidentali e sul Regno delle Due Sicilie, mi piace molto seguire il calcio, studiare la storia del calcio e sono un tifosissimo del Napoli e mi piace guardare film storici, neorealistici, che trattano tematiche sociali, tipo “Mery per Sempre” e “Ragazzi Fuori” e mi piace ascoltare musica anni 70-80′ straniera, Nino D’angelo, Pino Daniele, Franco Ricciardi, Tullio de Piscopo e Mia Martini, tra i cantanti di oggi mi piace Andrea Sannino e i The Kolors.

2) Passiamo subito alle domande politiche: cosa ti ha attirato di Risorgimento Socialista ?
E in particolari quali differenze te lo hanno fatto sentire più tuo ad esempio di altri partiti come il PSI di Maraio oppure con il PC di Rizzo ?

Mi ha attratto di Risorgimento Socialista la sua apertura culturale, politica e storica nel senso che Risorgimento Socialista rappresenti l’unico soggetto politico per costruire un movimento più ampio per il Socialismo sul modello delle esperienze sudamericane tipo Unidad Popular di Allende, il Movimento di Chavez e Maduro e Evo Morales in Bolivia.
Un Movimento che raggruppa con sé socialisti, comunisti e cattolici progressisti di base.
Nonché un soggetto politico che possa costruire un movimento che raggruppi un grande blocco sociale che comprenda i sottoproletari del Sud (quelli che tirano a campare, non quelli arricchiti attraverso vie illecite), operai, lavoratori subordinati, impiegati e anche categorie appartenenti al cosiddetto ceto medio come commercianti, artigiani, bottegai e piccoli imprenditori.
Ho aderito a Risorgimento Socialista anche perché vi è una maggior sensibilità sulla questione meridionale nonché criticità sulla storiografia ufficiale raccontata dai vincitori liberali.

Tutte cose che non ho notato negli altri partiti dove vi una maggior chiusa ideologica su determinati temi.

3) Oggi il socialismo sembra in ritirata. Almeno dall’Europa occidentale e dall’Italia in particolare.
Concordi? Se si, quali pensi siano le cause ?

Concordo con l’analisi e lo dico a malincuore.
Il Capitale non solo ha vinto a livello economico-sociale distruggendo i diritti dei lavoratori conquistati da dure lotte ma anche a livello culturale con una piena egemonia della cultura liberale.
Purtroppo tra le cause di ciò vi sono anche le scelte fatte dai gruppi dirigenti della sinistra radicale come Rifondazione Comunista che hanno votato le peggiori misure anti-sociali all’interno dei governi del centrosinistra liberale.
Le persone appartenenti alle classi popolari non trovano un soggetto politico che faccia propri i propri interessi e quindi o si rifugiano nell’astensionismo oppure votano M5S prima e Lega e FDI ora, che incanalano il malcontento verso un binario morto dell’anti-politica e degli immigrati come primo nemico.
È per questo che è più che mai necessario un Movimento per il Socialismo che lotti per l’applicazione della Costituzione del ’48, che lotti per la reintroduzione dei diritti dei lavoratori a partire dall’ articolo 18, nonché l’abolizione di tutte le controriforme pensionistiche degli ultimi trent’anni, la reintroduzione della scala mobile e l’abolizione delle controriforme del lavoro approvate dai governi di centrosinistra e centrodestra che hanno precarizzato il lavoro e condannato almeno due generazioni se non tre a lavori precari e sottopagati.

4) A proposito di Europa, vorrei spendessi due parole sulla strage di Utoya che mi sembra poco considerata in Italia.

La strage di Utoya è stato un evento che ha tentato di voler destabilizzare una società sostanzialmente socialdemocratica come la Norvegia e cercare di voler “incattivire” i cittadini norvegesi e portarli su posizioni anti-marxisti nonché anti-immigrati come dichiarato dallo stesso Breivik.

5) Passiamo ai giovani. Quali pensi sia oggi il loro rapporto con la politica ? noti differenze tra i figli di ceti sociali diversi e di classi sociali diverse ?

Il rapporto tra i giovani e la politica è molto basso ad oggi purtroppo e non vi è lo stesso loro coinvolgimento come accadeva negli anni 70′ ma anche tra gli anni 90′ e il primo decennio del nuovo secolo. Salvo dei giovani che militano nel PC di Rizzo, FGC o altri gruppi della sinistra radicale o coloro che militano invece in formazioni della destra radicale, Casapound soprattutto, la maggioranza dei giovani non gli interessa di politica, hanno come propri valori consumistici e edonisti di divertimento. Questa è una vittoria del Capitale ed è il simbolo della degenerazione culturale liberale, ossia il ritiro verso la vita privata e valori liberali. Per quanto riguarda le classi sociali ho notato che a fare politica sono essenzialmente i giovani che hanno una buona posizione economica e non parlo solo dei figli della borghesia ma anche dei figli di genitori che hanno un lavoro certo e stabile. Noto una maggior disillusione invece nei figli delle classi sociali più “umili”, perché il loro obiettivo quotidiano è quello di andare avanti alla giornata, quindi non c’è spazio per la politica dentro di loro, anche perché manca il riferimento politico che raggruppi le loro istanze

6) Cosa pensi sia attuale del pensiero marxista ? e quale altro filosofo o politico vedi come tuo personale riferimento politico?

sul pensiero marxista penso che sia attuale nonché come unico orizzonte l’obiettivo di una società più giusta e socialista, pensando a una presenza del mercato ma sotto controllo ferreo dello Stato, in alternativa alla barbarie del capitalismo e del Neoliberismo.
Come filosofi e politici ho come riferimenti i compagni Nicola Zitara, Antonio Gramsci e Costanzo Preve.
I primi due per l’analisi sulla questione meridionale, mentre invece di Costanzo Preve condivido l’analisi che il “Mito della classe operaia” è stato un mito deleterio per i movimenti socialisti e comunisti.
In quanto uno la classe operaia una volta conquistati i diritti non ha più pensato a lottare per il Socialismo.
E due parlare oggi di classe operaia è anacronistico, ripeto ad oggi è necessario un grande blocco sociale comprendente parte del sottoproletariato, lavoratori subordinati in generale, impiegati e “piccola borghesia”.
Su Preve condivido in particolar modo anche un’analisi che lui ha fatto ci aveva visto lungo e lo ripeto: Costanzo Preve

Il pensiero unico delle oligarchie finanziarie transnazionali che dominano il pianeta non è di destra né di sinistra, e non è neppure di centro. Se si vuole provvisoriamente mantenere questa obsoleta e fuorviante metafora spaziale, esso è di destra in economia (potere del denaro), di centro in politica (potere del consenso) e di sinistra in cultura (potere dell’innovazione del costume). Lo smantellamento (di sinistra) delle vecchie forme conservatrici delle forme di vita tradizionali borghesi e proletarie, fatto in nome della modernizzazione nichilisticamente permanente, è funzionale ad un allargamento globale del mercato e del connesso potere del denaro che questo comporta (di destra). Questo è il punto essenziale da capire.“
Ed è esattamente ciò che ha accaduto negli ultimi trent’anni ossia politiche economiche neoliberiste e globalizzazione e al tempo stesso Modernizzazione dei costumi e concessione di diritti civili come “contentino” per il popolo

7) Quali pensi sia oggi i tre maggiori problemi dei giovani in Italia? E quali sono le proposte di RS per affrontarli?

I tre grandi problemi dei giovani sono il lavoro perché noi giovani, come sopraccitato, siamo condannati a lavori precari e senza nessuna tutela e diritti. Ciò comporta che si esce di casa e si fa famiglia molto più tardi rispetto alle generazioni passate. E ciò porta a un sentimento di sfiducia e pessimismo verso il futuro. L’istruzione è l’altro grande problema perché i tagli e il peggioramento socio-economico porta che i giovani figli di famiglie che vivono un disagio economico-sociale ad abbandonare presto gli studi e magari sopprimendo aspirazioni personali. E la cultura liberale perché questa impedisce alla maggioranza dei giovani di fare attività politica, interessarsi e lottare per migliorare la propria condizione ma che li porta solo pensare a divertirsi e vestire firmati. Non sono contrario al divertimento ma spesso questo si trasforma nel consumo di droghe sintetiche e cocaina nei locali.

8) Due parole sulla “questione meridionale” e sulle richieste di autonomia del nord.

La “questione meridionale”, è uno dei temi che mi sta più a cuore.
Nasce per opera di un processo unitario che è stato condotto nel peggior modo possibile dalla peggior dinastia della storia europea.
Un processo che ha visto la spoliazione delle riserve e delle ricchezze del vecchio Regno delle Due Sicilie, la deindustrializzazione di siti industriali presenti nel Sud per aprirli al Nord nel triangolo Milano-Genova-Torino nonché massacri di civili da parte dell’esercito piemontese.
Tutto ciò è stato denunciato dal Compagno Gramsci negli anni 20′ e dal Compagno Nicola Zitara dagli anni 70 in poi
La questione meridionale nasce perché lo Stato italiano ha sempre perseguito la politica del “Prima Il Nord” che non è un semplice slogan leghista ma la politica de facto.
Ho scritto un articolo per conto di Risorgimento Socialista su ciò chiamato “Il Prima Il Nord, non come semplice slogan leghista ma come politica di fatto dello stato italiano al soldo della Confindustria del Nord”.
Basti pensare che nello stesso periodo in cui vi era presente la Cassa del Mezzogiorno questa assorbita non più dello 0,7 % del PIL italiano, mentre gli investimenti pubblici al Nord ammontavano al 3,5 %.
Per non parlare dei Fondi del Piano Marshall con l’ 87 % dei fondi che sono stati destinati alle Regioni del Nord e il 13 % alle Regioni del Sud.
Ciò ha portato alla nascita di due paesi all’interno di un paese, un paese dove da un lato vi sono ospedali, infrastrutture, treni nuovi, autostrade e occupazione, tra cui spicca il 70 % di occupati a Milano e il 71 % di Bologna.
E un altro paese dove invece vi sono treni a diesel, ferrovie non elettrificate e a binario unico, pochissimi posti letto negli ospedali, disoccupazione di massa, basti pensare che solo il 39 % dei napoletani e il 41 % dei palermitani per prendere due dati ha un’occupazione, povertà, sottosviluppo e presenza di mafie che fanno gli interessi della grande borghesia del Nord.
Attenzione con questo non voglio dire che ciò sia colpa del cittadino lombardo, piemontese o veneto, io sto dalla parte del lavoratore milanese piuttosto che del “chiattillo” napoletano del Vomero, ma la colpa è della Confindustria del Nord e dello Stato italiano che trattano il Sud come una vera e propria colonia, un mercato interno privilegiato da cui attingere forza lavoro, cervelli e vendere i propri prodotti.
La questione meridionale va risolta con una equa redistribuzione dei fondi pubblici da parte dello Stato italiano e una grande politica per la piena occupazione lavorativa, nonché di Modernizzazione di infrastrutture e la loro costruzione.
Nel dibattito politico si sta discutendo di voler collegare Genova e Milano in un’ora quando vi è Matera che non è raggiunta dalle Ferrovie, l’alta velocità si ferma a Salerno e non vi è una linea diretta Napoli-Bari, ossia un collegamento tra Tirreno e Adriatico, per non parlare delle infrastrutture fatiscenti in Sicilia.

Sul discorso autonomie differenziate sono contrario non per principio anzi sarei favorevole alle Autonomie regionali, se la ripartizione dei Fondi Statali ed Europei fossero regolari e giusti per tutte le Regioni.
Il problema, non piccolo, è che tutto questo, in Italia, non è mai esistito.
Al di là delle invezioni deliranti secolari provenienti dalla propaganda leghista, il Sud è sempre stato trattato come una mera Colonia.
Se al Nord, dallo Stato Italiano, arriva 10…
Al Sud arriva 1, massimo 2.
Inoltre, se vogliamo parlare di residuo fiscale, c’è da considerare che il Sud, essendo il Mercato esclusivo delle Aziende Padane, contribuisce in modo straordinario alla ricchezza del Nord.
Con le Autonomie regionali, la questione si aggraverebbe ancora di più, in maniera a dir poco drammatica.
Insomma dicendolo in parole povere…
É facile invocare l’Autonomia da parte delle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna quando queste ricevono Fondi Statali oltre le proprie necessità e quando producono PIL grazie agli acquisti di beni e servizi da parte dei Meridionali, per non parlare di aziende del Nord che gestiscono siti turistici e archeologici del Sud, soprattutto venete.
Un pó meno, invece, quando parliamo di regioni costantemente in rosso con il Bilancio a causa di Fondi gravemente insufficienti e che fanno i salti mortali per garantire anche i Servizi di prima necessità.
LA VERITÀ su come verranno gestite le Regioni con le autonomie differenziate, si è avuta con il Covid, dove una VERA Autonomia è andata in scena per forze di cose… e penso che sia sotto gli occhi di tutti.
LA VERITÀ sullo sperpero di Soldi Pubblici, si è potuta notare in questa Emergenza che è durata solo 3 mesi (vedere Ospedale stellare e vuoto di Milano Fiera, oppure chiedere un Camice Ospedaliero al cognato di Attilio Fontana).
Oltretutto le autonomie differenziate per come sono richieste non solo danneggiano ulteriormente e aumentano il divario Nord-Sud (creato anche dalle vergognose leggi sulla Ripartizione dei Fondi Sanitari e Mobilità sanitaria di cui ho parlato nell’articolo che ho scritto su “Il Prima Il Nord” che hanno regionalizzato la sanità), ma danneggerebbero anche gli stessi cittadini lombardi, veneti e emiliano-romagnoli perché l’obiettivo delle autonomie differenziate è in realtà quello di privatizzare la sanità e la scuola.
Come già è successo di fatto con la sanità lombarda e Veneto de facto semi-privatizzati con forte presenza del settore privato.

9) Cosa pensi sul “legalizzare”(più corretto permettere e normare) droga e prostituzione ?

Sulle droghe ho la stessa posizione dei paesi socialisti, ossia sono contro, anche a livello personale. Tuttavia considerando la società dove viviamo e in quale siamo cresciuti sono favorevole a una legalizzazione della marijuana giusto per tenerle sotto controllo statale e togliere alla criminalità organizzata la sua vendita. Nonché sono favorevole anche a un suo uso a scopo teraupetico. Sulla prostituzione sono nettamente contrario in quanto il corpo della donna viene mercificato.

10) il tuo rapporto con la tecnologia? La vedi più come un pericolo o come una soluzione ?

Il mio rapporto con la tecnologia è costante e quotidiano, uso frequentemente Facebook e Google, facendo ricerche personali, vedendo film, ascoltando musica, pubblicando foto e post, mentre non uso Istangram. La tecnologia penso che usata bene possa essere una soluzione per un abbassamento generalizzato dell’orario di lavoro a 30 ore settimanali (non più di 6 ore al giorno per 5 ore), con conseguente maggior tempo libero da poter dedicare a coltivare altri interessi, passioni o semplicemente le relazioni sociali, di amicizia e di divertimento. La tecnologia non deve venire usata come un’ulteriore abbassamento dei posti di lavoro, tipo robot che sostituiscono operai, creando una grande sacca di disoccupati ma al contrario è un potenziale da sfruttare e realizzare il vecchio obiettivo dei socialisti e comunisti ossia: Lavorare meno, lavorare tutti e realizzare così la piena occupazione.

https://risorgimentosocialistalombardia.wordpress.com/2020/10/13/sulle-gambe-degli-uomini-intervista-ad-andre-siciliano-segretario-giovanile-rs/?fbclid=IwAR3KvZlsTp7XnaYCcCc84bwGTVA9oSpLedkJpYz5D-uafQrt5LdgSit2BQA

Un pensiero riguardo “Sulle gambe degli uomini : intervista ad Andrè Siciliani, segretario giovanile RS

  1. Concordo sull’analisi nord-sud. La responsabilità di questa situazione è della confindustria in mano a reazionari collegati con gli americani.

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